A volte ritornano…….per fortuna!
Devo smetterla di pensare di “dominare” il computer confidando che EGLI non possa reagire. E’ bastato un solo distratto clic ed EGLI mi ha punito rendendomi decomputerizzato per un tempo che mi appare, ora che mi riaffaccio online, molto più lungo di quanto sembratomi lontano dallo schermo. E’ persino cambiato qualcosa nella gestione di wordpress ed adesso mi servirà altro tempo per prendere confidenza con le modifiche. Tornando alla “normalità” tecnologica, devo assolutamente riporre nel mio cassetto il ritorno alla scena di un gruppo che non può non considerarsi geniale e che hanno contribuito a scrivere una pagina importante nel grande libro della Storia della Musica. Dopo 11 anni hanno pubblicato il loro Third dopo che i primi due avevano cambiato, negli anni ‘90, non solo il mio modo di ascoltare musica (insieme a qualche altra pietra miliare è ovvio) ma a mio umile e magari partigiano e non molto competente parere (che comunque condivido) buona parte della musica stessa. Cominciava il trip che in realtà non si è più fermato e dunque davvero non potevo mancare a Firenze in occasione della seconda e ultima data italiana dei PORTISHEAD. Incantevole come la forza vocale di Beth Gibbons imperiosa nella sua apparente gracilità, devastante come i beat elettronici e gli scratch di Geoff Barrow, elegante ed allo stesso tempo “cattivo” come il suono della chitarra di Adrian Utley, il live dei PH è stato naturalmente un evento straordinario suggellato da una accoglienza e da un riscontro di pubblico assolutamente all’altezza. Fra le chicche indimenticabili la strepitosa Wandering Stars dilatata da Beth Gibbons fino all’accapponamento di ogni centimetro di epidermide. Per chi fosse curioso basta digitare portishead-firenze su youtube per trovare diversi estratti della serata. Concedetemelo, io c’ero…e ne sono contento.





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