Silenzi…e grida

•21 Ottobre 2009 • Lascia un Commento

Scrivere per me è importante sempre anche se la continuità non è il mio forte. Mi rendo conto di riuscire a farlo meglio e più sovente in determinati momenti piuttosto che in altri e spesso mi sono chiesto anche il perchè. Alla fine la mia conclusione è che la penna, o la tastiera di un pc che l’ha sostituita in questi tempi tencnologici, diventi una sorta di compagnia negli scorci bui che inevitabilmente percorrono l’esistenza di ciascuno, e quindi anche la mia.

Questo non è uno di quei momenti e per questo lo annoto sulla mia memoria digitale. Gli occhi che ho davanti ai miei in questo momento riempiono la mia vita come mai mi sarei aspettato ed io li amo. E li rispetto con i miei “silenzi” che dicono spesso molto di più delle parole.

PS si aggiunge alla serata perfetta la prima vittoria del Milan a Madrid (mai avvenuta neanche ai tempi di Van Basten e co.) che ha fatto risuonare le mie urla nel condominio

La Rivoluzione di Antonio

•6 Maggio 2009 • Lascia un Commento

Ci è riuscito, non so come, ne lo voglio sapere; il compare tignoso Antonio Lanera ha convinto gli amministratori di Gotham City aah-mamma regalargli lo spazio per rappresentare nella sua terra natìa il suo cavallo di battaglia, AH! MAMMÀ!! LA REVOLUTIÒN!!!. Finalmente aggiungiamo rasserenati Piero Lafinedelmondo, Altermax ed il sottoscritto che abbiamo a tratti dovuto subire i suoi lamenti circa la “poca considerazione” dei suoi compaesani per la propria vena artistica. Ma tanto tuono’ che piovve dunque ed il 13 corrente mese avverrà il miracolo nella Sala Grande del Socrate Theatre di Ghotam City……

Accorrete gente………..per pietà!

Heart on Earth

•22 Aprile 2009 • Lascia un Commento

Ci sono cose che cambiano sotto i nostri occhi, altre invece sono così fuori

handsATwork

handsATwork

dalla nostra portata che non riusciamo  a percepirle se non quando ci rovinano addosso. A pochi giorni dal suo compleanno il nostro pianeta ha fatto un “regalo” agli uomini mostrando con tutta la sua potenza quello che è giusto e quello che è sbagliato: briciole di una esistenza devastata accanto all’integro segnale che cuore e cervello possono davvero fare qualcosa di buono, qualcosa che preservi e non uccida. Il mio albero è sempre lì; giorni fa aveva un non so che… Una specie di sorriso triste. Con la testa gli ho fatto cenno che era tutto ok e le sue fronde hanno ripreso il vento.
Cambiano anche i miei pensieri che guardano doppio ora e non so neanche quando è accaduto. Esistono e basta, con la naturalezza inconscia di uno sguardo che ti fa affondare e riesce a cambiarti ….. ed a terrorizzarti! La guardo dormire con i suoi capelli che accarezzano il cuscino ed il suo respiro discreto, come la sua timida ma devastante presenza. Le sue mani amano la precisione dei movimenti e delle piccole cose. Le mette in ordine. Piccoli tasselli che diventano piccole cose che forse non diventeranno mai grandi ma che diventano giganti sono sotto le sue mani, lunghe e docili ma decise.
Me le ha regalate per uno scatto che andrà in mostra in una esposizione dedicata al lavoro ed intitolata PrimOmaggio al lavoro insieme ad altre 5 immagini scelte dalla redazione di photo4u ed in programma a Consonno in provincia di Lecco. Un regalo che dedico a lei prima che a me; un regalo anche per la terra che ha bisogno di mani come le sue, di mani che ci mettano il cuore.

La giusta distanza.

•20 Gennaio 2009 • Lascia un Commento

partenze

partenze

E’ passato poco più di un anno dall’apertura di questo blog, un anno dal quale non mi aspettavo granchè e che invece mi ha riservato gioia per occhi, cuore, cervello, mani, piedi, ginocchia, dira, braccia, capelli (pochi), etc…
Anche questo mio diario digitale, devo dire, mi ha dato una mano anche se, spesso è stato sopraffatto dalla  mia pigrizia …. o meglio, a me piace pensare di aver scelto di perdere davvero i miei pensieri piuttosto che annotarli. Me lo sono chiesto spesso in questi mesi: avrei potuto scrivere di più? Quien sabe! Alla fine credo che si faccian le cose perchè si senton di farle e quando leggo che “persino” Proserpina molla la presa, mi consolo e proseguo lungo questa via. Mi tengo stretto i quasi mille contatti e continuo a brucare parole in attesa del tempo giusto per sistemarle. Come quando aspetto i suoi occhi, sapendo di rivederli…al momento giusto!

Perchè!

•2 Dicembre 2008 • Lascia un Commento

Perché dopo la vita c’è la morte
e quello che lasciamo non ci appartiene?
Perché chi resta conserva solo il dolore?
Che senso ha una vita lasciata indietro,
Siamo davvero solo gocce infinitesimali
destinate incontrovertibilmente all’evaporazione?
Perchè mi sto facendo queste domande?
Ditemelo vi prego…..ed abbiate pietà!

inferno+paradiso

inferno+paradiso

Finalmente……….

•18 Novembre 2008 • Lascia un Commento
Antony and Johnsons live in Milan

Antony and Johnsons live in Milan

…………è arrivato l’inverno. E’ arrivato,come da alcuni anni ormai, spodestando il periodo caldo senza passare dalla mediazione dell’autunno e quindi persino troppo tardi, almeno per  quanto mi riguarda. Il caldo cambia le abitudini, porta fuori i pensieri a caccia di aria e personalmente mi allontana dallo scrivere. E quando il caldo continua e si è invece ripresi i ritmi invernali attendi quasi impaziente quella sensazione di ritornare sotto il caldo del tuo piumino dopo la breve e frettolosa fuoriscita fisiologica. Inoltre il mio rapporto con il pc non è così morboso come pensavo potesse diventare, da qui la pausa nell’imbrattare le pagine di questo blog. Qualche traccia di questa estate appena sipariata da pioggia e fulmini tocca lasciarla perchè dentro me ne ha lasciate di importanti. Lasciandomi accarezzare da lunghi capelli neri appunto due live che hanno formato un tris di concerti datati 2008 difficilmente dimenticabili. Dopo i Portishead, anche i Massive Attack sono ritornati in Italia, Ippodromo Capannelle di Roma, ed ancora dopo,  la fantastica atmosfera  lasciata da Antony and Johnsons agli Arcimboldi di Milano ha condito la mia estate con tantissimo pepe. Mi soffermo un attimo sul secondo non per svalutare i Massive, che restano sempre fra i miei preferiti ed hanno presentato uno show strepitoso, ma solo perchè la prima volta dell’Angelo Hegarty (come non si può definire tale una voce così) è stata di una profondità sconcertante, da  asciugarsi le lacrime già alla prima canzone. In una cornice, soprattutto audio, perfetta la voce preferita da Lou Reed ha dipinto le sue nuove canzoni in anteprima europea toccando corde invisibili che alla fine gli sono valsi oltre 15 minuti di applausi ai quali ha risposto con un timido, affascinante, discreto saluto da un angolo del palco……Solo poesia, finalmente.

Ho visto cose…….

•18 Settembre 2008 • Lascia un Commento

Ho visto cose che non avrei voluto/ne ho viste altre da non dimenticare/luci abbaglianti ed ombre minacciose/notti ammalianti e giorni rivelatori/sguardi perduti e false sicurezze/ho visto voci penetrare l’anima/ho visto i tuoi occhi e li tengo con me.

"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi.
 Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...
 e ho visto i raggi Β balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
 E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
 come lacrime nella pioggia.
 E' tempo...di morire."
 BLADE RUNNER (1982) di Ridley Scott 

Napul’E'!

•8 Luglio 2008 • Lascia un Commento

E’ diversa Napoli vista dal mare; è diversa la Napoli del mare. Un altro sitio rispetto a quello incontrato dalla parte opposta. Le contraddizioni, i luoghi comuni, le verità, le leggende sulla città del Vesuvio si sprecheranno sempre ed io sono la persona meno indicata a sputare altre sentenze, soprattutto in questo momento in cui la città è sempre più al centro del mondo.

Nelle occasioni passate in cui ci ero capitato, probabilmente sempre per troppo poco tempo, non riuscivo ad evitare il disagio, lo ammetto, di trovarmi in un posto che sentivo non appartenere al mio io. Non riuscivo a farmi ammaliare dal suo fascino popolare, dal suo vivere senze regole, o con regole tutte sue, anzi quasi mi infastidiva. Mi piace però la città scritta da Erri De Luca. I mille colori e le mille paure sono sublimate nelle righe di Montediddio, per esempio,  che me l’ha fatta  guardare sotto altre latitudini. Così come altre ancora sono quelle scritte da Saviano, ecco, di nuovo il disagio.

Ho passato due giorni vedendo Napoli dal mare, e la Napoli che non m’aspetto mi ha preso alle spalle. Quella città che fa la fila più ordinata del mondo al pieno di gasolio con le barche l’una in fila all’altra secondo un codice che è solo quello del mare e che nessuno si sogna di infrangere. Quella degli occhi e nelle parole, poche, anzi essenziali, di Marco che mi racconta dei suoi imbarchi e degli occhi affamati dei bambini di Mombasa che cercano fra i rifiuti della nave: “Quegli occhi non si dimenticano” dice, ed io non posso non credergli.

Napoli dà al mare quello che toglie alla terra. Non so se è davvero una mia ispirazione oppure solo una citazione fuoriuscita da qualche file nascosto sopravvisuto al mio alzheimer, ma mi pare riassuma con sintesi il mio povero pensiero. Arrivando all’attracco del molo di Mergellina si ha l’impressione che ogni casa della città abbia una finestra che si affacci sul mare, una sopra l’altra ognuna col suo sguardo verso l’azzurro, quasi una forma di venerazione, un altro dei Santi di Napoli. Santo Mare, quello che mi fa pensare  che su Montediddio c’è qualche angelo che sta imparando a volare.

Io Non Sono Saggio!

•17 Maggio 2008 • 6 Commenti

“Ci sono creature assegnate che non riescono ad incontrarsi mai e s’aggiustano ad amare un’altra persona per rammendare l’assenza. Sono sagge,” Erri De Luca

Rituffandomi con gli occhi nel primo libro da me letto dello scrittore napoletano (grazie al bellissimo spunto sulle pagine di Mapi) ho ripescato la bellissima sottolineatura con cui apro i miei pensieri di stanotte. Tre Cavalli mi fu passato da Maximorispetto con il quale condividevamo in quel periodo intenti editoriali sotterranei griffati La Tigna. Mi spinse letteralmente verso De Luca con il suo eleoquente “sono rimasto sotto” che nella fattispecie si riferiva proprio al romanzo in questione dal quale rimasi a mio turno travolto (traduzione meno efficace dal dialetto di Ghotam di sono rimasto sotto) tanto da non riuscire a leggere più nulla che non fosse di suo pugno per parecchio tempo, proprio com’era accaduto al mio compare. La sua narrazione da “falegname della parola” (altra citazione dal blog di Mapi) mi coinvolse totalmente; la poesia che trasudava dalle pagine era, ed è, per me rifugio assoluto.

Premessa intima a parte, mi ributto sulla overture virgolettata vero oggetto delle mie nuvole fuoriuscite. Parole obiettivamente sante che sbattono in faccia una verità che saggia non è per me e della quale non voglio far parte. Ora più che mai, oggi più che mai, di-stanze con-divise e con-vivibili, non voglio aggiustarmi……non in questo.

10.5

•8 Maggio 2008 • Lascia un Commento

Fra due giorni è il mio compleanno. Mi sento come quando su La Forbice di Gotham City hanno pubblicato alcuni miei “tentativi di scrittura”: spero che passi in fretta.

Nel frattempo provo a rimettere testa e penna su un racconto che forse prenderà un direzione completamente diversa dal pensiero originario.

Questa Terra è la mia Terra.

•23 Aprile 2008 • 2 Commenti

Ieri si è celebrata (?) la giornata della Terra. Io ho abbracciato un albero. Mi piace definirlo il mio albero, si trova in un prato appena qualche chilometro fuori Gotham City; isolato ma non così solo come potrebbe apparire ad uno sguardo fugace. Mi assomiglia, o meglio vorrei che mi assomigliasse, anzi vorrei che io assomigliassi a lui. L’ho abbracciato stretto e gli ho parlato, sottovoce, come piace a lui. Gli ho detto di stare tranquillo, che può continuare a fidarsi, lui non sparirà dalla faccia della nostra Terra com’ è successo a tanti suoi compagni. Lui ha scosso le fronde con la triste consapevolezza che le mie parole non potevano bastare a rasserenarlo. Allora gli ho ricordato di quella leggenda raccontata in un vecchio libro in cui tutti loro, gli alberi, reagivano e si scagliavano contro lo strapotere degli uomini distruggendo tutto ciò che avevano costruito e che stava distruggendo la Terra. Edifici in sovrannumero, dighe, ponti, strade: sempre più cemento sempre meno terra. Ricordava anch’egli quella storia ed il rammentarlo mi è sembrato che lo rinvigorisse. Allora ho sentito il suo abbraccio. A domani, amico mio.

A volte ritornano…….per fortuna!

•10 Aprile 2008 • Lascia un Commento

 Devo smetterla di pensare di “dominare” il computer confidando che EGLI non possa reagire. E’ bastato un solo distratto clic ed EGLI mi ha punito rendendomi decomputerizzato per un tempo che mi appare, ora che mi riaffaccio online, molto più lungo di quanto sembratomi lontano dallo schermo. E’ persino cambiato qualcosa nella gestione di wordpress ed adesso mi servirà altro tempo per prendere confidenza con le modifiche. Tornando alla “normalità” tecnologica, devo assolutamente riporre nel mio cassetto il ritorno alla scena di un gruppo che non può non considerarsi geniale e che hanno contribuito a scrivere una pagina importante nel grande libro della Storia della Musica. Dopo 11 anni hanno pubblicato il loro Third dopo che i primi due avevano cambiato, negli anni ‘90, non solo il mio modo di ascoltare musica (insieme a qualche altra pietra miliare è ovvio) ma a mio umile e magari partigiano e non molto competente parere (che comunque condivido) buona parte della musica stessa. Cominciava il trip che in realtà non si è più fermato e dunque davvero non potevo mancare a Firenze in occasione della seconda e ultima data italiana dei PORTISHEAD. Incantevole come la forza vocale di Beth Gibbons imperiosa nella sua apparente gracilità, devastante come i beat elettronici e gli scratch di Geoff Barrow, elegante ed allo stesso tempo “cattivo” come il suono della chitarra di Adrian Utley, il live dei PH è stato naturalmente un evento straordinario suggellato da una accoglienza e da un riscontro di pubblico assolutamente all’altezza. Fra le chicche indimenticabili la strepitosa Wandering Stars dilatata da Beth Gibbons fino all’accapponamento di ogni centimetro di epidermide. Per chi fosse curioso basta digitare portishead-firenze su youtube per trovare diversi estratti della serata. Concedetemelo, io c’ero…e ne sono contento.

Quiero.

•18 Marzo 2008 • Lascia un Commento

Quiero olvidar mi vida

lo que pasa en mi cabeza

lo que atravesó mis manos

el rio que ahoga el alma

negra como la noche sin estrellas

sombra cansada sobre mi mismo

No necesito mirar atrás

Palabras sin verdad

y verdades que nunca dije

niebla que va ocultando el mundo

y yo aqui, ahora, espero

arrancando el dolor a la tierra

espero

renacer…..contigo!

Ci sono persone nella vita di ognuno che ti restano accanto pur se fisicamente lontane. Questo è il mio pensiero ad una terra che amo molto ed alla persona che so essere con me sempre anche a tremila km di distanza; oltre ad avermi aiutato nelle correzioni in spagnolo. Ciao Bèlen.

Nuvole.

•17 Marzo 2008 • Lascia un Commento

Oggi su La Forbice di Gotham City, sono apparsi alcuni miei  “tentativi di scrittura”; un paio già editi su queste pagine digitali. Mi sento come nel giorno del mio compleanno: spero che passi in fretta.

Guardo come piove.

•6 Marzo 2008 • Lascia un Commento

Piove su questa parte di mondo e  non mi dispiace affatto.  Sento l’acqua  su di me e la faccio entrare, per lavare via le ombre e per sentirne l’odore. Finalmente riesco a sentirlo l’odore della pioggia dopo mesi di sensi oscurati da raffreddori ed influenze. Lo prendo come un segnale di cambiamento, sono certo che fra poco si alzerà il sipario ed il sole riscalderà la terra. Ed anche me.

Ancora buonanotte, mondo!